martedì, 27 gennaio 2009

Questo post lo devo ai romanisti e al capitano della Roma Totti, è un debito che ho con loro da tempo, e finalmente mi decido.di Gabriele Sandri ormai la conoscono tutti: dj romano e tifoso laziale che l’11 novembre 2007, a soli 26 anni, è morto in un’autogrill nei pressi di Arezzo, mentre si recava a Milano a vedere la partita con l’Inter.
La sua vita è stata stroncata da un proiettile partito dalla pistola di un poliziotto, che si trovava sull’area di servizio di fronte, dall’altra parte della A1.
<!– –>

La storia

Lungi da me voler dare giudizi sulla vicenda: è una pagina molto dolorosa dello sport e della cronaca italiani, al di là della squadra tifata. E questo è talmente vero, che i disordini avvenuti a Roma subito dopo la morte di Gabbo sono stati provocati da tifosi di entrambe le sponde calcistiche capitoline.

Ma la cosa che mi ha davvero colpita sono state le immagini scattate e riprese in occasione del successivo derby Roma – Lazio, svoltosi in data 19 Marzo 2008: i tifosi romanisti che hanno accolto il padre di Gabriele nella loro curva, a vedere la partita in mezzo a loro, e la scena in cui Totti e altri calciatori della Roma hanno deposto fiori davanti all’immagine del povero ragazzo.

Ovviamente si auspica che queste tragedie cessino, e che nessuno più muoia in Italia o altrove per colpa di uno sport in cui 23 idioti corrono appresso a una palla… però devo dire che porto nel cuore quella giornata, come forse la più toccante da me vissuta sinora, in àmbito sportivo.

Essendo io laziale ormai da oltre 25 anni, storicamente sono acerrima nemica dei lupacchiotti… però quel giorno sono riusciti a farmi commuovere e non sto esagerando.

Lo scopo dello sport dovrebbe essere proprio quello di unire, e non di dividere… peccato ci sia voluto un episodio così tragico, per fare il miracolo di unire le due tifoserie romane.

Questo l’articolo con cui il Corriere dello Sport testimonia l’accaduto.

E queste le altre foto, per me molto toccanti, reperite in rete:

lunedì, 26 gennaio 2009

È arrivata sul sagrato della Cattedrale di Barcellona la protesta contro l’industria delle pellicce.
A scendere in piazza e nudi, sporchi di sangue (finto) circa 150 attivisti dell’associazione «AnimaNaturalis».
Lo slogan era: «Indossare pelli di animali è un atto di crudeltà ed egoismo» (Reuters)

fonte: Corriere della Sera

 

Lo so, le foto fanno un po’ senso… ma credo fosse esattamente l’intento della protesta.

<!– –>

lunedì, 05 gennaio 2009

(attenzione, il post svela il finale e gran parte della trama del libro)

Durante la recente e brevissima vacanza a Spoleto ho avuto un intero pomeriggio a disposizione, e l’ho dedicato a questo libro che ho pressoché divorato… eccomi quindi a farne una breve (o almeno ci provo!!!) recensione.

Dico subito che il libro mi è piaciuto tanto, quindi lo consiglio, non solo agli amanti degli animali anzi soprattutto a chi li conosce poco.
Aspetti positivi: la scrittrice racconta in ordine pressoché cronologico le avventure (e in alcuni casi disavventure) del micione, mettendo ben in luce diversi aspetti del suo comportamento, e facendo quindi capire al lettore come lui interagisse col mondo esterno e soprattutto coi suoi interlocutori umani.
Talora la signora si è secondo me troppo soffermata su episodi e situazioni estranee al gattone: alcuni capitoli sono interamente dedicati a lei e alle sue numerose sventure; a mio avviso non è stata troppo abile a non far perdere il filo del discorso durante quelle digressioni.
Ma comunque, andando avanti nella lettura, ben si capisce che le tante sofferenze provate dalla donna hanno rafforzato il suo rapporto con Dewey.

Aspetti negativi… beh diciamo che sono tutti molto miei personali.
Anzitutto, Dewey era sicuramente un gatto straordinario, ma come lo sono un po’ tutti i gatti.
Purtroppo molte delle sue particolarità e abitudini le aveva anche il mio adorato Sammy, del quale ho parlato qualche post fà… non solo schiocchezze come l’amore per gli elastici, o per l’erba gatta; anche cose molto più importanti, come non deludere mai le nostre aspettative sui suoi comportamenti verso le altre persone… ad esempio, una volta Dewey ha ricevuto in dono un tipo di giocattolo che non gli suscitava il minimo interesse; siccome però proveniva da una bambina che aveva fatto un lungo viaggio per incontrarlo, e che forse aveva dei problemi, la signora sperava che il micio le avrebbe dato ugualmente soddisfazione… cosa che lui ovviamente ha fatto. E anche Sammy era così… sembra assurdo ma contestualizzava moltissimo le situazioni… ad es. guai a chi lo sottoponeva a trattamenti poco carini come pizzicotti o piccoli schiaffi, ben presto si ritrovava graffi e morsi ovunque; ma un giorno inavvertitamente è sfuggito al nostro controllo e si è imbattuto nei due miei cuginetti piccolissimi, e sottoposto alle torture di cui sopra, lui è stato buono e fermo a prendersi tutto…
Questo, ripeto, non per sminuire Dewey: semplicemente lui era adorabile, ma come lo è ogni gatto; ciascuno ha le sue particolarità, il suo modo di dimostrare affetto, la sua profondità si sentimenti; detto così può sembrare assurdo ma chi ha o ha avuto gatti penso possa capirmi.

Probabilmente l’unica vera particolarità di Dewey è stata non tanto nel fatto che è sopravvissuto a un abbandono e a una situazione terribile, questo purtroppo è frequente; quanto piuttosto il fatto di essere poi accolto da una comunità molto più grande di una famiglia, anzi allargata a sempre nuovi membri pur avendone molti stabili, e questo ha reso la sua vita e la sua storia particolare (ma anche qui nemmeno tanto: pure nell’università che ho frequentato c’erano gatti…)

In secondo luogo… ovviamente sapevo che prima o poi sarebbe arrivato il capitolo per me duro, quello sulla morte. E per quanto possibile ci ero preparata…ma purtroppo, era anticipato da un altro capitolo al quale invece non avevo minimamente pensato.
Dewey ormai era anziano, col pelo rovinato, si reggeva male sulle zampette, e non era più tanto in grado di fare i suoi spettacoli… così il consiglio dello staff della biblioteca ha chiesto alla signora Vicky di considerare l’ipotesi della soppressione. E quando lei ha obiettato che era molto attenta alla sua salute, e non appena il gatto avesse mostrato di soffrire non avrebbe esitato, il consiglio ha palesato il vero intento: la soppressione non per evitare dolore inutile al gatto, ma per evitare ai visitatori della biblioteca la visione di un animale ormai non più di bell’aspetto, e oltretutto non più in grado di intrattenere gli ospiti.
Da qui ho iniziato a piangere come una fontana… belle persone, bella riconoscenza, ma soprattutto bel cuore.
Poi vabbeh pure il capitolo sulla morte, è stato peggio di quanto mi aspettassi… pensavo morisse di vecchiaia, invece no, aveva una malattia gravissima allo stadio finale e non l’aveva fatto capire… proprio come ha fatto Sammy. E giù fiumi di lacrime… insomma questa lettura non sempre è stata per me particolarmente leggera, tutt’altro

Detto ciò… concludo dicendo che un libro come questo potremmo scriverlo un po’ tutti, noi che teniamo a casa animali domestici; soprattutto se riusciamo a passare con loro diverso tempo e abbiamo quindi modo di studiare bene i loro comportamenti e le loro reazioni, oltre che di raccogliere molti episodi divertenti o insoliti.
Però, non tutti lo scriviamo, anzi… onore e merito quindi alla scrittrice che invece l’ha fatto.
Quello che mi verrebbe da auspicare è che questo libro potesse “convertire” o almeno far ricredere chi gli animali non li ama, chi non sa quanto siano in grado di dare alle persone, o anche chi erroneamente crede che solo i cani siano capaci di affetto e compagnia mentre i gatti no… mi piace pensare che questo sia possibile.  Anche se, e di nuovo torno a parlare di preconcetti, un lettore prevenuto potrebbe pensare che solo Dewey era così, e per questo motivo si è meritato un libro, mentre gli altri animali sono tappeti o soprammobili…
…comunque ho scelto di correre il rischio: ho regalato e sto regalando il libro a vari amici e parenti; in generale spero che sia venduto e letto il più possibile, e che tocchi tante anime sensibili

sabato, 03 gennaio 2009

Prima o poi avrei scritto un post su questo argomento, lo sapevo da sempre. Aspettavo solo che mi capitasse un pretesto per farlo, per gridare al mondo quanto mi faccia male questo luogo comune, secondo cui noi metallari siamo gente pericolosa o comunque strana se non cattiva.

E tale pretesto è stato solo indirettamente l’episodio di cui a questi due articoli,  1 e 2: in breve, si tratta di una ragazza di vent’anni cantante in un gruppo metal, che recentemente ha preso a coltellate il chitarrista sedicenne della band perché, a quanto pare, lo stesso non suonava abbastanza bene.
Il pretesto a questo post è stato un commento a tale episodio: proveniva da mia zia, una signora cinquantenne giovanile e bellissima, che in generale stimo molto e con la quale di solito parlo bene visto che nonostante l’età capisce benissimo i giovani, forse grazie al fatto che è legatissima alla figlia ventiquattrenne oltre che a noi nipoti.

Per farla breve, l’8 dicembre dopo pranzo zia e io eravamo in cucina a lavare i piatti, insieme ad altre parenti, e stavamo parlando dell’episodio dell’accoltellamento.
Zia se ne è uscita dicendo: “beh di che meravigliate, lo sapete sì che musica ascoltano quei ra
gazzi no?”
E io: “…sì zia, ascoltano heavy metal… e allora? Lo ascolto anch’io, che vuol dire?”
Zia: “…(silenzio)… beh ma che c’entra, quelli ascoltano solo metal…”
Io: “…(silenzio)… zia, anch’io ascolto solo metal…”

Quello che mi fa veramente male è che io credo di essere una persona estremamente pacifica e innocua, e anche tutti i miei amici metallari (e per mia fortuna non sono tanto pochi) sono altrettanto bonaccioni quanto me… non saremmo mai capaci di far male a una mosca.
Questo ovviamente mia zia lo sa benissimo… eppure, siccome ogni tanto in tv esce fuori qualche metallaro delinquente, cosa innegabile sia nel caso della ventenne di cui sopra sia delle bestie di satana, nell’immaginario collettivo inevitabilmente i metallari diventano tutti sadici e pericolosi… persino per una persona intelligente ed elastica come lei.

Sia chiaro che capisco benissimo come si possa tendere ad essere prevenuti: la musica metal è per definizione aggressiva, quindi mi rendo conto che all’esterno possa lasciare perplessi e far pensare che chi la pratica o ascolta possa tendere alla violenza.
Dico solo ch
e, anzitutto, esistono numerosi sottogeneri di metal e non tutti ascoltano quelli più estremi, anzi; in secondo luogo, e cosa più importante: ma non sarà un minimo superficiale, decidere se uno è pericoloso o meno a seconda della musica che ascolta?
Se no
n erro, il protagonista di Arancia Meccanica ascoltava Beethoven… dovrei pensare che mio padre è in potenza un pericoloso assassino?

Nelle foto precedenti, alcuni dei gruppi di malviventi che ascolto più volentieri: dall’alto Symphony X, Shadow Gallery, Blind Guardian…
…quando commetterò il mio primo delitto, sappiate che sarà stato principalmente per influenza loro.

lunedì, 29 dicembre 2008

Questo sarà sì e no il secondo, forse il terzo post che dedico ai libri sul mio blog… non è certamente una cosa di cui vado fiera, e soprattutto me ne dispiaccio, dato che leggere mi piace molto… tuttavia, tra casa lavoro e… traffico, ahimé trovare modo di dedicarsi a qualcosa è davvero un’impresa titanica Strato2006, precisamente in questo post, ho letto un invito a parlare appunto di libri, sul blog di un’utentessa conosciuta di recente e già nominata qualche giorno fà,  trifle1.
Dunque… anzitutto, quest’anno ho letto Gomorra, famosissimo libro di Roberto Saviano sulla camorra a Napoli e non solo.
Ne consiglio caldamente la lettura, anzitutto perché che a Napoli c’è la camorra lo sappiamo tutti e sappiamo anche in che modi agisce, ma Saviano è bravissimo nella narrazione e nelle descrizioni, e inoltre parla spesso in prima persona riuscendo a far immedesimare il lettore, cosa che rende il libro decisamente più angosciante… insomma nessuno si aspetti una lettura leggera, però secondo me si parla di cose che è giusto che tutti sappiano. Poi… più di recente ho letto L’Ombra del Vento di Zafon… devo dire che non amo molto i romanzi, ma questo mi era stato suggerito da una persona a cui tengo; inoltre ero appena stata a Barcellona, città in cui è ambientata la storia, quindi mi sono messa di buona lena…
…la lettura non è stata per me molto agevole, poiché si tratta di una trama molto complicata che si arricchisce continuamente di nuovi personaggi e situazioni, quindi necessita di molta attenzione, insomma non si può certo fare nei ritagli di tempo altrimenti si perde continuamente il filo.
E’ un romanzo molto lungo ma è coinvolgente, non annoia mai; le prime 300 pagine le ho lette con calma, l’altra metà invece l’ho divorata… infatti via via la storia si infittisce, e il lettore (o almeno io!!!) è impaziente di sapere come evolve e poi come va a finire.

…lo dico? …lo dico: la fine mi ha poco poco poco delusa… ma poco, non certo al punto di rovinarmi l’intero libro, cosa che a volte accade (e ancor più spesso coi film). Anche perché, a ben ripensarci, non è che poteva finire in tanti altri modi… sarebbe stato troppo, un finale tragico per un libro così tragico; un finale invece completamente positivo sarebbe stato banale e buonista… insomma l’autore ha trovato una giusta via di mezzo, che però ripeto, razionalmente trovo appropriata ma instintivamente mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca

A parte questi libri, di recente non ho letto molto altro di “fruibile”; essendo io un‘appassionata (nel senso che studio queste cose perché mi spaventano e inquietano) di serial killer e delitti di mafia, leggo libri stile Carlo Lucarelli (non i romanzi però), l’ultimo me l’hanno regalato per Natale ed è la trascrizione delle sue puntate di Blu Notte-Misteri Italiani su mafia camorra e ‘ndrangheta, oltre che su altre bande criminali. Il titolo è appunto Storie di Bande Criminali, di Mafie e di Persone Oneste.

Anche le rare volte che ho tempo da ammazzare, vedi ad es. quando prendo i mezzi pubblici, di solito preferisco infilarmi le cuffiette dell’Ipod e ascoltare un po’ della mia amata musica… però ultimamente qualcosina sono riuscita a leggere, e oggi mi è venuta voglia di parlarne… anzi no, mi correggo, in realtà ne ho già parlato altrove

Difatti, oggi in ufficio avevo poco lavoro, e come al solito ho approfittato per fare un giretto tra i miei blogs preferiti della splinder community… e sul blog di

Ben volentieri ho colto il loro invito, e dato che al solito il mio intervento è stato prolisso e logorroico (sebbene parlassi di appena 2 libri realmente letti, e altri due solo intrapresi ), non mi ci vuole grossa fatica a sistemare un po’ quel commento e farne il presente post

 

Inoltre sono amante di animali (ma và?!?!??!), e sto leggendo in contemporanea due libri bellissimi: Nella Mente Degli Animali di Danilo Mainardi, che collabora alle trasmissioni di Piero Angela, e racconta alcuni esperimenti fatti su varie specie animali per studiarne il comportamento, e soprattutto al reazione a determinati stimoli… davvero interessantissimo, sto prendendo appunti e a breve gli dedicherò un intero post perché lo merita tutto.

E poi Io e Dewey, di Wicki Myron; è una storia vera che ha come protagonista un micione, il quale da cucciolo è stato abbandonato nella cassettina di restituzione di una biblioteca ed è stato trovato  ormai semi-congetalo dalla responsabile della struttura, all’interno della quale è presto diventato un’istituzione per tutti i frequentatori e dove è vissuto per tutta la sua lunga felina esistenza.

Intanto se vi va di leggerla vi linko la recensione dell’amico AnCatDubh, rece che ha anche ricevuto delle nominations importanti!!  Prossime letture? Anzitutto due libri di Conrad, La Linea D’Ombra e Cuore di Tenebra, che ormai sono nel mio cassetto da un secolo e mezzo e sono consunti benché non ne abbia ancora sfogliata neppure una pagina, l’attesa loro riservata sfiora ormai la vergogna; subito dopo, o subito prima vedremo, La Solitudine Dei Numeri Primi del quale ho letto parlare bene sul blog dell’amica Onda In Love, e che è stato recentemente regalato ai miei genitori, i quali attualmente hanno ben poco tempo per leggere (molto meno di me) e saranno quindi ben felici di prestarmelo
<!– –>

martedì, 23 dicembre 2008


Approfitto oggi per augurare a tutti buon Natale, per chi ancora sente questa festività come propria e nella sua misticità e gioia intrinseca.
Agli altri faccio comunque gli auguri di felice anno nuovo, e in ogni caso i miei migliori auguri generali di buone feste sono per tutti voi che mi leggete, per le vostre famiglie, i vostri amici e tutti coloro a cui tenete… nonché ovviamente anche a tutti i vostri amici pelosi o pennuti

 

Penso che nei prossimi giorni un po’ continuerò a bazzicare il web, soprattutto lunedi e martedi dato che sarò in ufficio (come domani del resto ), ma magari approfitterò di più per venirvi a salutare sui vostri blog… intanto il post natalizio lo faccio, che è meglio

E come può ValeriaR30 augurarvi buon Natale, se non per mezzo del suo bracchetto preferito? 

Vi mostro alcune foto del mio presepe di quest’anno. Purtroppo le immagini non rendono bene l’idea, sia perché ahimè sono una pessima fotografa, sia perché sono piccine (non mi andava di pubblicare lenzuoli, ma insomma sono meglio di niente… tanto per mostrarvi che, inevitabilmente, più che un presepe ho allestito una fattoria!!!
Quest’anno ho dovuto fare un presepe a due “puntate” perché il mobile dove l’ho fatto l’altro anno è stato nel frattempo riempito di libri, e non avevo quindi modo di liberarlo… invece nell’ingresso ho questa anticaglia (della padrona di casa, ovvio!!) con sportelli sopra e sotto, e nel mezzo c’è questo ripiano con suddivisioni, che anche se basso alla fine si è ben prestato (o forse siamo stati bravi ad adattarlo…)

Ecco una panoramica della parte più grande:

Passiamo ai dettagli. Laghetto coi cigni:

Tartarughe e ponticello:

Pastorella e laghetto con le papere:

Pastorella con galline e casette varie:

Grotta:

Recinto con le pecore:

Parte destra del presepe, con le casette più piccole, un minuscolo laghetto con fiume, flautista e cammello:

Tutte le statuine sono molto vecchie, sono del presepe che faceva mia madre quando ero bambina, compresi bue e asino, l’angelo, il cane, il coniglio, tutte le peroce e il cammello. Gli altri animali invece li ho comprati di recente.

Ed eccovi un’altra galleria fotografica, stavolta di alcuni dei pensierini e gadget che ho preso al rifugio per gatti di Torre Argentina, di cui a un precedente post.

Piattino da appendere al muro (questo l’ho tenuto per me, non è recentissimo):

Borsa pranzo (prese due uguali, per me e per una mia amica):

Borsa comodissima per la spesa, grande e resistente:

Statuette di legno gattose:

Mestoli gattosi:

Cuscino gattoso:

Teiera gattosa:

L’anno scorso ho preso tante cose altrettanto sfiziose ma sono stata tanto scema da regalarle tutte senza prima fotografarle…
Peccato perchè, a parte un paio di cosette standard che credo il rifugio si fa fare appositamente come pubblicità (tazze, presine, libro), per il resto gli oggetti variano di continuo.

Con l’occasione ho anche aggiornato i links nella colonna sinistra sotto “blog animalista”, inserito un tag “info utili per animali” su siti e rifugi per animali e altre utilità varie, e risistemato il post sul rifugio di Torre Argentina dove fornivo le info suddette in maniera ordinata e dettagliata, questo.
Sperando che queste coordinate tornino utili a qualcuno; io ne ho usate gran parte per aiutare gli amici quattrozampe e le persone volenterose che si occupano di loro!!

…Ah che sbadata, dimenticavo… dal mio divano snooposo e pupazzoso (esatto, questo divano è mio, non di una bambina di 4 anni…) vi fa gli auguri anche Felicia… vabbeh adesso è troppo assorta a dormire, ma mi ha detto di riferirvelo!!!

lunedì, 22 dicembre 2008

BUENOS AIRES (21 dicembre) – Un piccolo Tarzan protetto dai gattini. E’ stata questa la salvezza di un bimbo di un anno scomparso diversi giorni fa in Argentina e ritrovato dalla polizia locale circondato da otto gatti randagi che lo proteggevano dal freddo.
Secondo i medici il bimbo è riuscito a sopravvivere grazie agli animali che lo hanno accudito.
A trovarlo è stata una poliziotta, che camminando lungo un canale ha visto «un gruppo di gatti accovacciati l’uno vicino all’altro, in modo inusuale».
La donna ha raccontato di essersi avvicinata e di aver visto allora il bimbo. «Quando mi sono avvicinata sono diventati molto protettivi nei suoi confronti. Lo stavano tenendo caldo mentre dormiva».
Il padre del bambino, si legge sul Sunday Telegraph è un senzatetto, che ha detto che i gatti sono sempre stati molto protettivi con il piccolo.

 

 

 (fonte: Il Messaggero)

…devo commentare?!???!?!

giovedì, 18 dicembre 2008

Ieri sera al Geronimo’s è stata fatta una bellissima festa, in onore dei primi 10 anni del locale.

Il Geronimo’s è un live pub che si trova alle porte di Roma in località Marino, proprio di fronte al famoso Palaghiaccio.

Soprattutto d’estate è un ritrovo di bikers; inoltre, essendo una sorta di prefabbricato, d’estate la parete destra viene alzata e lasciata parallela al terreno, a mò di tettoia, in modo che il piazzale antistante diventi un tutt’uno con la sala grande…situazione carina e soprattutto particolare 

 

Con riguardo al discorso musicale, ogni sera è possibile ascoltare esibizioni live, di coverbands romane e non.

Non posso affermare che in quest’àmbito sia il locale migliore di Roma: difatti, a pochi chilometri di distanza (precisamente località Morena) si trova Stazione Birra, altro locale bellissimo ma sicuramente più grande, e in grado di accogliere quindi molta più gente; inoltre, Stazione Birra organizza spessissimo esibizioni anche di musicisti e gruppi famosi, dal momento che permette anche l’esecuzione di musica originale, mentre come detto al Geronimo’s trovano spazio esclusivamente i tributi.

 

La cosa bella però è che quest’ultimo locale ha una folta schiera di clienti abituali, e questo evita anche alle bands meno conosciute il rischio (non indifferente) che la serata vada deserta. Sì perché molte persone amano frequentare il locale anche solo per l’atmosfera che vi si respira, io personalmente mi ci sento a mio agio come a casa; o per la cucina, davvero ottima; o anche solo per lo staff che è davvero encomiabile per accoglienza e affabilità.

E c’è da dire che, avendovi io ormai assistito a numerosissime esibizioni, ho notato che anche chi non si trova lì perché direttamente interessato al concerto, di solito è comunque molto partecipe e sostiene i musicisti, mostrando gradimento. Cose anche queste, i non musicisti mi credano, che aiutano moltissimo chi si trova sul palco

 

Accennavo all’ottima cucina… e non esagero, si mangia bene davvero, meglio chein tanti ristoranti!!!

Il menu è vario e fornitissimo: ci sono numerosi piatti da pub e da pizzeria, oltre a primi, secondi con carne ottima (lo so indirettamente, essendo vegetariana  ), e anche una ricca pagina di cibo messicano… e non mancano ovviamente dei dolci spettacolari.

Insomma fa contenti un po’ tutti. E i prezzi sono ragionevoli, allineati a quelli degli altri pubs, non più alti.

 

Con riguardo alla festa di ieri sera, secondo me è stata riuscitissima, e basata su un’idea davvero originale: sono stati invitati alcuni dei gruppi che vi suonano più di frequente, e ciascun gruppo ha dovuto scegliere un solo brano dal proprio repertorio, da eseguire interamente o parzialmente unplugged… ottima occasione per conoscere tanta gente che ci suona da anni, ma che magari non mi era mai capitato di sentire, visto che gran parte delle volte che sono stata al Geronimo’s era perché ci suonava il fida, o qualcuna delle altre coverbands che adoro: The Snowdogs (cover Rush), Mister Cream (cover Cream), Revelation (cover Genesis), ThePeterGabrielTributeBand (non c’è bisogno :P ) e così via.

Ma certo non sarei mai andata a sentire cover di Duran Duran, Supertramp, U2 o Dire Straits… invece è stato interessante, ho constatato che molti di loro sono davvero bravi, e sono quindi contenta di aver avuto un “assaggio” delle loro prestazioni

 

Nelle foto sopra, l’esibizione del fida col suo gruppo Oak (cover Jethro Tull).


Sotto invece la foto della torta, in cui sono ben visibili i membri dello staff: Fabio (sotto la prima O), Maurizio (subito accanto, sotto la N), e Andrea il Pomata (davanti a Fabio, con il microfono).

 

Se vi capita di venire a Roma, siete in zona Marino e vi va di passare una bella serata, in un posto gradevole con ottima cucina e buona musica live, secondo me il Geronimo’s fa al caso vostro… sempre però che non sia lunedì

lunedì, 15 dicembre 2008

Questo 2008 è stato per me un anno musicalmente molto funesto.

Ho già parlato della morte prematura di Mike Baker, cantante degli Shadow Gallery, gruppo che seguivo fin dall’uscita del loro secondo album quindi precisamente dal 1995.

Ma prima di questa notizia drammatica, mesi prima ne avevo già ricevuta un’altra magari umanamente meno tragica, ma per me altrettanto devastante… in data 6 giugno 2008, Steve Lukather ha difatti ufficializzato lo scioglimento dei Toto, altro gruppo per me a dir poco fondamentale.

Da me conosciuti nel 1988, stavolta dunque sin dall’adolescenza; il loro primo brano che ho ascoltato l’ho beccato per caso mentre lo davano per radio, era Stop Loving You, tratto dal loro album The Seventh One che ho voluto subito approfondire.
Negli anni ho poi acquistato anche tutti gli altri dischi, e alcuni mi piacevano (e mi piacciono tuttora) molto nella loro interezza, di altri invece magari gradivo solo alcuni brani, comunque il mio preferito è sempre rimasto The Seventh One forse anche in virtù della presenza di Joseph Williams, cantante che a dir poco adoro, anche se purtroppo è durato poco nella band poiché, come dire, dal vivo creava talora un po’ di imbarazzo

Ma insomma, nell’arco della loro vasta discografia mi piacciono veramente tante cose, al punto che, al di fuori del prog e del metal, sicuramente sono stati sempre il mio gruppo preferito, e comunque anche uno dei miei preferiti in assoluto, secondi forse solo ai Rush e ai Genesis.

Tra l’altro la cosa strana è che abitualmente li si fa rientrare nel genere Hard Rock – Aor, del quale riesco a tollerare veramente poco; ho voluto cercare di approfondire molti dei gruppi seminali in quest’ambito (journey, whitesnake, b.o.c. ecc…) riuscendo sicuramente a cogliere la grandezza musicale di questi e di altri, ma senza tuttavia che il genere arrivasse mai veramente a coinvolgermi.
Con i Toto il discorso è completamente diverso, li ho amati con tutta me stessa, come si evince anche dalla rece che scrissi dopo il loro concerto e che trovate a questo indirizzo.

E’ stato il secondo a cui ho assistito… il primo è stato nel 2003 a Capannelle, precisamente al Fiesta. Ricordo che non avevo in programma di andarci, poiché sempre in epoca piuttosto risalente e sempre per radio avevo ascoltato una loro prestazione live, decisamente sottotono (per non dire “moscia”) che mi aveva piuttosto delusa, facendomi erroneamente credere che si trattasse di una band apprezzabile soprattutto da studio.
Mai presunzione fu più fallace… l’amico Federico (Cirkus) insistette molto perché andassi, altrimenti non avrebbe avuto accompagnatori; in pratica accettai solo perché mi dispiaceva mandarlo da solo… e poi il costo del biglietto era davvero irrisorio, per una band del genere: solo 8 euro. Quindi alla fine andai… lui tra l’altro nel frattempo aveva rimediato altra compagnia, ma lo seppi solo quando passò a prendermi e vidi altra gente in auto…. Vabbeh ormai ci stavo, non aveva senso rinunciare.
E meno male, aggiungerei!!!
Il concerto è iniziato con una chitarra distorta rabbiosa, poi partì una batteria martellante, non potevo credere ai miei orecchi!! Questi qua picchiavano con la massima convinzione, cosa che a me manda semplicemente in visibilio!!!

Certo l’esibizione dell’ormai svociato Bobby Kimball non fu il massimo, ma è stato proprio l’unico difetto di un concerto per il resto impeccabile, nel quale trovò addirittura spazio un’esibizione del grande chitarrista Al Di Meola… tornai a casa veramente soddisfattissima, e piacevolmente meravigliata. Tanto che al concerto successivo sono riuscita a coinvolgere persino il fida, per niente avvezzo a quel genere di sonorità; venne solo perché il batterista era Simon Phillips, uno che con le bacchette se la cava abbastanza, e difatti la sua prestazione fu da urlo… ma in realtà lo furono tutte, inutile ripetere quanto ho già raccontato nelle rece sopra linkata, fu memorabile e basta.

Bene… come detto, questo gruppo non esiste più.

Ecco il comunicato stampa con cui Lukater ha ufficializzato la notizia:

http://www.stevelukather.net/Article.aspx?id=55

In pratica, stando alla tradu dell’amico Cru3l (Marco Machera), “Per farla breve, dice che lui ha deciso di lasciare il gruppo (e da quanto ho capito, gli altri hanno ritenuto non opportuno continuare) perchè sentiva che i Toto non erano più i Toto. Quando Paich decise di non seguirli più in tour, fu un duro colpo per lui: a questo si è aggiunto il ritiro di Mike Porcaro (si parlava di suoi problemi alla schiena, ma immagino che anche lui si fosse semplicemente stancato di andare in giro come un forsennato). Perciò, parole di Lukather, i Toto senza neanche un Porcaro non sono i Toto.”
Per carità, nessuno nega che le spiegazioni di Lukather siano condivisibili, o almeno comprensibili… fatto sta che, anche senza così tanti membri fondatori, i loro concerti erano ugualmente qualcosa di favoloso; quindi, se non era più possibile seguire la band al completo, io ero ben felice di continuare ad accontentarmi di una band parziale con al seguito comunque fior fiore di musicisti… dato che, come già detto un fantastiliardo di volte, il risultato era eccellente.

Pazienza… tanto è necessario farsene una ragione.

 

giovedì, 11 dicembre 2008


“Bruna Carrara, 54 anni, è rimasta intrappolata nella sua auto a Monterotondo
Alemanno chiede lo stato di calamità. Il sì del presidente della Regione Lazio”

 

ROMA – “Allagamenti, evacuazioni, disagi sulle strade. Dopo il nubifragio della notte scorsa, Roma e il Lazio devono fare i conti con le conseguenze, anche drammatiche, del maltempo. La pioggia ha fatto una vittima: Bruna Carrara, 54 anni, morta intrappolata all’interno della sua auto in un sottopassaggio allagato. Il sindaco Alemanno ha fatto un appello ai cittadini perché non usino la macchina e ha chiesto lo stato di calamità naturale. Il presidente della Regione Marrazzo ha confermato che lo concederà.
La vittima. Bruna Carrara è rimasta bloccata nella sua macchina, sommersa da quattro metri d’acqua, a Monterotondo, vicino alla capitale. Stava andando a lavorare presso una ditta di pulizie alle 5 di questa mattina. La macchina si potrebbe essere fermata nel sottopassaggio già parzialmente allagato a causa della pioggia caduta incessante nella notte. La donna non è più riuscita a metterla in moto e in pochi minuti il sottopassaggio si è riempito di acqua bloccando le portiere. Il suo cadavere è stato recuperato attorno alle 6 dai sommozzatori dei vigili del fuoco.

Caos a Roma. Nella capitale la situazione è particolarmente difficile a causa della pioggia caduta violentemente per tutta la notte. Mentre continua a piovigginare, molte strade e gallerie sono invase dall’acqua. Anche la stazione Tiburtina è allagata e i soccorritori hanno aiutato una donna al settimo mese di gravidanza e il marito, bloccati in una macchina sommersa da un metro di acqua nel sottopasso che immette in stazione. Situazione complessa anche a Trigoria, dove l’acqua ha invaso i piani terra delle case. Traffico in tilt non solo in centro, ma anche lungo le strade consolari e le statali che portano in città”.

fonte: Repubblica

 

Ciò che mi sconvolge è non solo e non tanto la notizia in sé, quanto il fatto che appena il 4 novembre 2008 avevamo letto quest’altra:

Maltempo, cade albero: muore 13enne

“Dramma a Roma a causa del maltempo. Un ragazzino di 13 anni è morto dopo essere stato colpito da un albero caduto per la fitta pioggia accompagnata dal forte vento. Il fatto è avvenuto nella zona periferica al Tuscolano. Il ragazzino è arrivato all’ospedale Vannini in codice rosso dove poi è deceduto. Roma è stata investita da un violento nubifragio che sta provocando rallentamenti stradali e disagi all’aeroporto.

Il bambino è morto per una tragica fatalità. Al momento dell’intensificarsi del furioso acquazzone che si è abbattuto sulla capitale attorno alle 16, il 13enne si trovava infatti nel parco pubblico vicino alla sua abitazione e aveva deciso di rifugiarsi sotto un albero per ripararsi dalla pioggia. L’albero però è stato colpito da un fulmine e il piccolo è stato schiacciato da un grosso ramo.

Immediato l’intervento dei soccorritori, che hanno estratto vivo e stabilizzato il ragazzo, trasportandolo poi all’ospedale Vannini. Giunto al Pronto Soccorso in condizioni disperate, il bambino è deceduto a causa delle ferite riportate venti minuti dopo l’incidente”.
fonte: tgcom.

 


Come da titolo: a Roma si muore di maltempo.

 

 

Pagina successiva »

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.